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| Un papa che saluta |
La chiesta apre ai separati. Il papa ha infatti affermato oggi a conclusione dell'incontro mondiale delle famiglie "la chiesa sostiene anche i separati" e ancora "Una parola vorrei dedicarla anche ai fedeli che, pur
condividendo gli insegnamenti della Chiesa sulla famiglia, sono segnati
da esperienze dolorose di fallimento e di separazione. Sappiate che il
Papa e la Chiesa vi sostengono nella vostra fatica. Vi incoraggio a
rimanere uniti alle vostre comunità, mentre auspico che le diocesi
realizzino adeguate iniziative di accoglienza e vicinanza".
In questa occasione vogliamo palare del caso del visconte Medardo di Terralba, invalido riconosciuto, separato da molti anni. Lo abbiamo intervistato presso la sua abitazione. E' amareggiato il visconte, ma ancora pieno di speranza, "Era ora - esordisce - ma nel mio caso si tratta di un equivoco. Da quando i turchi mi hanno separato in due con una cannonata la mia vita è cambiata, non solo per le difficoltà motorie, ma soprattutto perché sono iniziate una serie di discriminazioni: non ho potuto fare più la comunione, principalmente. Ho provato a spiegarmi, ma nessuno voleva ascoltarmi. Il parroco ribadiva <<il messaggio è chiaro, niente comunione per i separati, c'è scritto qui>>. Sono stati anni duri"
Ma per Medardo oggi le cose possono cambiare, questa apertura fa ben sperare che lui possa tornare a partecipare ai riti con i suoi fratelli di fede, cosa che fin ora non era successa, nonostante il celebre visconte dimezzato, come lo aveva ribattezzato Calvino, fosse noto a molti all'interno della comunità.
Intanto tuona dalle colonne de Il Vangelo a Canne Mozze, quotidiano di ispirazione cristiano-populista, Mauro Caifa, che strappandosi il Trench afferma "no ai biscredenti. Il problema è serio. A uno come Terralba quante comunioni dovremmo dare? Si rischia di aprire un pericoloso precedente".
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