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giovedì 19 aprile 2012

SACERDOTE CHIACCHIERONE. ALLONTANATO. PRETE SI DIFENDE "CREDEVO FOSSIMO AMICI"

Un prete a caso


E' accaduto a Perfoli, piccolo comune di montagna situato nel Ramenese: don Claudio Riserbo, giovane sacerdote 38enne è stato allontanato dalla CCCG (comunità clericale per le cose giuste: NDS (nota dello stagista)) per violazione del codice deontologico. Secondo fonti indubbiamente non certe, il sacerdote avrebbe rivelato le confessioni di una giovane donna del paese, tale Olivia Ascolana, ad un suo parrocchiano il quale a sua volta, vicino alla stessa da legami di parentela, le avrebbe tenute presenti al marito della sposa maliarda causandone l'inoppugnabile divorzio. 

A quanto pare la giovane Olivia si sarebbe rivolta al parroco speranzosa di vedere assolti i propri trascorsi fedifraghi, forte della deontologia che disciplina i sacerdoti al segreto confessionale. Ma la discrezione non è qualità di tutti. Il prete, nuovo della comunità, avrebbe sfruttato il pettegolezzo come arma volta a garantirgli successo nelle dinamiche di aggregazione e di inserimento sociale. 
"E' stata una leggerezza" si difende lui, "Pensavo che fossimo amici" riferendosi allo spione.
"E' inaccettabile, ma quest'uomo non sa che chi fa la spia non è figlio di Maria?", inveisce il cognato della povera sfortunata e riferendosi allo stesso don, ormai ribattezzato dall'ilarità dei giovanotti di quartiere come don MASSIMO Riserbo.
Pronto il ricorso del sacerdote al CSCGV (Consiglio supremo per le cose giuste veramente): "Confido nella giustizia", conclude in lacrime il chierico, e allo spione dice "Sapessi quanti altri particolari non ti ho detto".

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