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| Alcuni estremisti grigi in una dimostrazione di forza avanzano verso il comune |
Sono state contate decine di sigle, dai NAR, i nonni armati rivoluzionari (da non confondere con i nani armati rivoluzionari) ai PAR, pensionati armati rivoluzionari, dai quali si è poi staccata la PA, prostata armata: è la storia dell'estremismo grigio, un fenomeno pericolosamente in espansione.
Si tratta infatti di pensionati fuori controllo, senza più nulla da perdere, aggregati in gruppi clandestini, a volte si tratta di cani sciolti (o come qualcuno li ha chiamati "dentiere allo sbando"), che portano avanti una lotta spietata a oltranza verso il mondo civile e democratico. Sono duri e impassibili, parlano di rispetto e di precedenza, sono nostalgici di un tempo andato e hanno la vescica facile. Brandiscono panchine, e la loro arma è spesso l'occupazione, che praticano su autobus e luoghi pubblici, ma hanno armi più subdole come il pippone. "Ci vuole costanza ed esercitazione, dietro a un pippone di venti minuti c'è una vita di duro allenamento, dietro un posto sottratto rapidamente in fila o in un luogo pubblico ci sono raffinatissimi principi tecnici" ci spiega G. N. un capo brigata che preferisce restare anonimo. Gli chiediamo dove si riuniscono e veniamo a sapere dallo stesso, che i luoghi possono essere i più ovvi come gli ospizi o i circoli e le bocciofile, oppure semplicemente le poste, ma non per questo le riunioni restano innocenti. Hanno un linguaggio in codice, basta assistere all'incontro fortuito di due anziani per capirlo: è sufficiente un semplice suono/frase incomprensibile di saluto, per dare l'ok a una nuova terribile azione. I loro nemici giurati restano i giovani, ma non solo. Le loro azioni sono continue e sotto gli occhi di tutti: pipponi, uffici intasati, panchine occupate. L'obiettivo? Stremare il nemico. Questi attacchi di guerriglia urbana, che come da manuale in questo ambito mirano al continuo sabotaggio, al continuo colpisci e scappa, hanno l'effetto di ribadire un'egemonia, che si manifesta anche in ambito democratico. Nei paesi in cui sono numerosi o addirittura la maggioranza riescono a spostare gli equilibri politici e ad instaurare vere e proprie dittature, con tanto di motti tirannici, che la popolazione è costretta a ripetere. I più celebri, lo ricordiamo, come il "non c'è più rispetto per gli anziani" o il "alla tua età" o il più tagliente "non capisci un cazzo" l'aulico "io ho fatto la guerra", hanno una lunga storia e sono un vero e proprio stumento di propaganda continua. Il manifesto, l'ideologia di fondo è chiara e si riassume bene nella frase del famoso teorico del movimento vecchista decrepitista: "il fatto che non riscuotiate la pensione non vuol dire che non dobbiate vivere da vecchi. La vecchiaia è una grande idea politica, e non c'è niente di più grande di un paese che si muove al ritmo dei reumatismi. Voi avete la forza, noi abbiamo la costanza"
Si tratta infatti di pensionati fuori controllo, senza più nulla da perdere, aggregati in gruppi clandestini, a volte si tratta di cani sciolti (o come qualcuno li ha chiamati "dentiere allo sbando"), che portano avanti una lotta spietata a oltranza verso il mondo civile e democratico. Sono duri e impassibili, parlano di rispetto e di precedenza, sono nostalgici di un tempo andato e hanno la vescica facile. Brandiscono panchine, e la loro arma è spesso l'occupazione, che praticano su autobus e luoghi pubblici, ma hanno armi più subdole come il pippone. "Ci vuole costanza ed esercitazione, dietro a un pippone di venti minuti c'è una vita di duro allenamento, dietro un posto sottratto rapidamente in fila o in un luogo pubblico ci sono raffinatissimi principi tecnici" ci spiega G. N. un capo brigata che preferisce restare anonimo. Gli chiediamo dove si riuniscono e veniamo a sapere dallo stesso, che i luoghi possono essere i più ovvi come gli ospizi o i circoli e le bocciofile, oppure semplicemente le poste, ma non per questo le riunioni restano innocenti. Hanno un linguaggio in codice, basta assistere all'incontro fortuito di due anziani per capirlo: è sufficiente un semplice suono/frase incomprensibile di saluto, per dare l'ok a una nuova terribile azione. I loro nemici giurati restano i giovani, ma non solo. Le loro azioni sono continue e sotto gli occhi di tutti: pipponi, uffici intasati, panchine occupate. L'obiettivo? Stremare il nemico. Questi attacchi di guerriglia urbana, che come da manuale in questo ambito mirano al continuo sabotaggio, al continuo colpisci e scappa, hanno l'effetto di ribadire un'egemonia, che si manifesta anche in ambito democratico. Nei paesi in cui sono numerosi o addirittura la maggioranza riescono a spostare gli equilibri politici e ad instaurare vere e proprie dittature, con tanto di motti tirannici, che la popolazione è costretta a ripetere. I più celebri, lo ricordiamo, come il "non c'è più rispetto per gli anziani" o il "alla tua età" o il più tagliente "non capisci un cazzo" l'aulico "io ho fatto la guerra", hanno una lunga storia e sono un vero e proprio stumento di propaganda continua. Il manifesto, l'ideologia di fondo è chiara e si riassume bene nella frase del famoso teorico del movimento vecchista decrepitista: "il fatto che non riscuotiate la pensione non vuol dire che non dobbiate vivere da vecchi. La vecchiaia è una grande idea politica, e non c'è niente di più grande di un paese che si muove al ritmo dei reumatismi. Voi avete la forza, noi abbiamo la costanza"
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| pankina okkupata |


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