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| Geometri del comune a lavoro |
Formidabile scoperta di un gruppo di scenziati norvegesi dell'università polare di Montevideo. E' stata rinvenuta la più antica traccia di vita conosciuta (a questo punto è dimostrato) ad aver popolato la Terra dal
principio, dove l'atmosfera era composta principalmente da zolfo, metano e CO2 e si susseguivano violenti terremoti e eruzioni: i resti di un lavavetri sono stati ritrovati in Australia. La scoperta è stata pubblicata oggi su "Razze 2000". Questi lavavetri, datati circa 3.4 miliardi di anni, utilizzavano zolfo per reperire energia e sono stati rinvenuti in alcune rocce associati a piccoli cristalli di pirite, probabilmente formati come prodotto del metabolismo cellulare basato su zolfo e solfati. "Finalmente abbiamo la prova che il primo scassacazzo sia comparso oltre 3.4 miliardi di anni fa e che all'epoca vivessero extracomunitari che non utilizzavano ossigeno", ha spiegato Martin Iperwhite, uno degli autori della scoperta. All'epoca la Terra era molto più calda di ora, l'acqua dei mari raggiungeva temperature di 40-50 C, e le terre emerse erano molto piccole; questa nuova scoperta conferma le tesi secondo le quali lun tempo vi fossero molti più etracomunitari (essendo le condizioni molto più africane) e prime forme di queste comunità avessero un metabolismo basato sullo zolfo (che non può che ricondurci immediatamente al Vesuvio). "Come sappiamo questo tipo di persone è ancora molto comune", ha proseguito Iperwhite "facile trovarli in luoghi carenti di ossigeno come stive o container, oppure baracche". I fossili sono stati rinvenuti in uno dei più antichi giacimenti di rocce sedimentarie e sono rimaste perfettamente conservate le strutture cellulari. Restano però molte domande aperte: in un habitat così ostile che permetteva la vita solo agli extracomunitari chi erano le vittime dei lavaggi? Come si dislocavano i semafori? E soprattutto essi possono tornare così resistenti?
principio, dove l'atmosfera era composta principalmente da zolfo, metano e CO2 e si susseguivano violenti terremoti e eruzioni: i resti di un lavavetri sono stati ritrovati in Australia. La scoperta è stata pubblicata oggi su "Razze 2000". Questi lavavetri, datati circa 3.4 miliardi di anni, utilizzavano zolfo per reperire energia e sono stati rinvenuti in alcune rocce associati a piccoli cristalli di pirite, probabilmente formati come prodotto del metabolismo cellulare basato su zolfo e solfati. "Finalmente abbiamo la prova che il primo scassacazzo sia comparso oltre 3.4 miliardi di anni fa e che all'epoca vivessero extracomunitari che non utilizzavano ossigeno", ha spiegato Martin Iperwhite, uno degli autori della scoperta. All'epoca la Terra era molto più calda di ora, l'acqua dei mari raggiungeva temperature di 40-50 C, e le terre emerse erano molto piccole; questa nuova scoperta conferma le tesi secondo le quali lun tempo vi fossero molti più etracomunitari (essendo le condizioni molto più africane) e prime forme di queste comunità avessero un metabolismo basato sullo zolfo (che non può che ricondurci immediatamente al Vesuvio). "Come sappiamo questo tipo di persone è ancora molto comune", ha proseguito Iperwhite "facile trovarli in luoghi carenti di ossigeno come stive o container, oppure baracche". I fossili sono stati rinvenuti in uno dei più antichi giacimenti di rocce sedimentarie e sono rimaste perfettamente conservate le strutture cellulari. Restano però molte domande aperte: in un habitat così ostile che permetteva la vita solo agli extracomunitari chi erano le vittime dei lavaggi? Come si dislocavano i semafori? E soprattutto essi possono tornare così resistenti?
Non resta che attendere i risvolti di queste strabigliati (e inquietanti) scoperte.

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