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sabato 21 aprile 2012

CANE RICONQUISTA PADRONE. L'UOMO: "SE NON FOSSE STATO PER LEI..."

La dolcissima Cornovaglia, oggi dotata di una folta chioma sintetica

Una storia dalle tinte rosso chiaro tendente al rosa birichino si conclude con un lieto fine. Cornovaglia, cucciolotta di pastore gallico-unno calvo era affetta da quello che a lungo andare è risultato per il suo padroncino un "piccolo ma insopportabile difetto”: cattivi odori intensi si propagavano dalle sue zampine. L’unico rimedio possibile risultava essere l’abbandono. Ma…

Procediamo per ordine.
La vita di Cornovaglia procedeva serena, tra croccantini, passeggiate a cavallo e tutto l’affetto che una famiglia colma d’amore potesse offrirle. Una vita ordinaria che sapeva però godere delle gioie del quotidiano. Cinque mesi fa il dramma. Di rientro dalla consueta passeggiata di fine giornata per gli ultimi sgombri intestinali, Adanselmo Gianicolo, padre adottivo della bestiola, avverte un lento dispiegarsi di odori lattiginosi invadere l’intero appartamento.
“E’ stato imbarazzante anche per lei”, spiega Adanselmo ancora provato nella memoria di quei momenti. Svariati ed esasperati sono stati i tentativi di porre rimedio a questa atrocità: “Ricordo che non riusciva nemmeno più a guardarmi negli occhi”, racconta.
E allora non rimaneva che l’abbandono:
“In canile non volevo portarla perché sicuramente l’avrebbero soppressa, ho provato ad affidarla ad una coppia di amici con problemi alle adenoidi ma non l’hanno voluta per via della calvizie. Non sapevo cosa fare. Preso dalla disperazione ho deciso allora di restituirla alla natura. Renderla libera, nel suo mondo e dai pregiudizi”, ricorda affranto l’uomo.
Accade dunque che dopo svariati tentativi di abbandono la cucciola riesce sempre a ritrovare la via di casa.
“E’ incredibile, ha sempre avuto una buona memoria. Tornava sempre a casa la mia Cornovaglia. Solo che non potevo tenerla e allora ho deciso di fare un bel giro lungo, ma lungo lungo , provando a disorientarla”, continua Adanselmo nella sua marcata inflessione bergamasca.
Da qui la tragedia.
L’uomo si spinge oltre i confini provinciali imboccando la via appenninica: anfratti, sottoboschi e alture rupestri. Qui pensa di abbandonare la cucciolotta non prima di renderle l’ultima carezza. Poi una lacrima e l’addio. Adanselmo torna nella sua autovettura, una Fiat Lampara modello stravagance, ma….si perde. L’uomo fatica a ricordare la strada: una curva, poi un’altra, poi il delirio. Vani i tentativi di rianimare il suo telefono mobile, scarico come le poche idee che riusciva ad organizzare in quegli istanti.
“E come facevo, a chi chiamavo? Il telefono era scarico e non potevo contattare nessuno”.
Ma la buona sorte arride il malcapitato: tra i fogliami sparsi, scomposti dal vento di grecale, Adanselmo riconosce la silouette della sua cucciolotta . La vede trottare decisa e in un attimo imboccare il sentiero che dalle proprietà dei De Chirurghi ( celebre casata nobiliare della bassa padana: nds) avrebbe rimesso sulla strada appenninica. Con fatica l’uomo riesce a seguire l’audace Cornovaglia che, a sua insaputa, lo riporta a casa.
“Davvero meno male, non ci fosse stata lei non sarei più tornato a casa. E pensare che mia moglie aveva pure ammazzato il gallo per la cena. E chi la sentiva se no!”
Tutto è bene quel che finisce bene. Ora Cornovaglia è tornata tra i suoi affetti e, come se non bastasse, le sue zampine hanno smesso di metterla in imbarazzo.
“Era solo una cosa passeggera” ha concluso il medico veterinario della famiglia.

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