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domenica 15 maggio 2011

INGANNARE LA NOIA

La nostra inchiesta sul mondo dei giovani



Un balcone

Balconing, eyeballing, shittingbosom, freeclowning, firepubbing fino al pericoloso cocktail di tutti: il barnizwa. 
Questa è la sconcertante lista delle attività più gettonate dai giovani contemporanei che, in cerca di forti emozioni e scariche di adrenalina, sono disposti a gettarsi dai balconi, a mettersi la vodka negli occhi, a farsi spalmare sterco sul petto, ad andare ai funerali travestiti da clown del Mc Donald, a bruciarsi i peli del pube (è già nato un canale dedicato: youpube). Spinti dalle numerosissime segnalazioni giunteci da tutta Italia abbiamo deciso di indagare il fenomeno.

"Sono sempre più stressati e la società moderna non offre loro adeguate valvole di sfogo" denuncia Mario Ironico, presidente dell' O.N.T. (Osservatorio Nuove Tendenze) " è scientificamente provato che, in mancanza assoluta di stimoli, le persone, specialmente in età giovanile, costruiscano un proprio modo di interagire con il mondo e con se stessi; la mia generazione è stata fortunata perché ci bastava ancora giocare a calcio balilla o, nei casi limite, dare fuoco agli extracomunitari (allora peraltro molto rari). Con il passare del tempo, l'esasperarsi del conflitto intergenerazionale e l'aumento della presenza nei media di icone gay, abbiamo assistito alla nascita di comportamntei autodistruttivi di ogni sorta."
giovani spericolati
Ma come si entra nel giro di queste tendenze davvero all'ultimo grido? Lo abbiamo chiesto ad un ex-balconista, ora dirigente del centro di recupero "Balconisti Anonimi" con sede a Milano e Roma: "In principio ero venuto a sapere di questa nuova moda da un mio amico e sinceramente non mi pareva un cosa tanto attrattiva, poi un giorno mentre stendevo i panni sul terrazzo, ho avvertito come l'impulso di gettarmi nella fontana della piazzetta sottostante e mi sono detto: perchè no? Era solo l'inizio di una lunga dipendenza. Pensavo di poterne uscire quando volevo, ma non era così: spesso quando mi ritrovavo ad una festa da amici, al lavoro o casa della mia ragazza venivo sopraffatto dal forte desiderio di gettarmi dal balcone, era più forte di me e me ne vergognavo, cercavo sempre di nasconderlo a tutti, ma come fai quando sei a cena con i parenti della tua ragazza che dopo averti visto uscire sul terrazzo per "fumare una sigaretta" ti vedono rientrare dall'entrata principale, fradicio e con gli occhi ignettati di adrenalina. Sì non è stato facile da sopportare, specialmente per chi mi stava attorno. Alla fine il mio gruppo di amici si era ridotto solo a coloro che mi capivano davvero: avevo un paio di amici balconisti, tre freeclowners e, prima che morisse per eccesso di adrenalina, un barnizwista."
Ma quanto è diffuso il fenomeno? Esistono fasce sociali maggiormente esposte? Attualmente circa il 60% dei giovani in un'età compresa tra i 16 e 35 anni hanno partecipato ad una delle attività sopra citate e più del 10 % ha sviluppato dipendenza. Sembra che di questi circa il 97% provenga dalle file dei simpatizzanti del PD.
Uscirne è estramente difficile, come dimostra l'entusiasta Giovanni Appagato, incallito freeclownista e eyeballer da quattro anni: " Il problema è che non ho mai pensato di smettere, cioè, è come se prima non fossi mai stato vivo, per me non esiste vita senza freeclowning. Al momento cerco di articolare la mia passione aggiungendo al mio hobby un pizzico di vodka negli occhi. Cazzo! Non sapete come rende più psichedelico il linciaggio: semplicemnte divino! Ho anche inventato la variante Rum e pera, rum in un occhio e pera nell'altro."
Freeclowners salutano per l'ultima volta un  compagno
Ma ora parliamo del più pericoloso di tutti: il barnizwa. La continua necessità di adrenalina ha portato i più assuefatti a ideare questo terrificante mix di tutte le peggiori tendenze. Ci sono molte varianti, ma la versione di maggior successo è questa: da prima ci si spalma dello sterco (umano o di animale) sul petto, poi si indossa un vestito da clown del Mc donald, si mette un pò di vodka negli occhi, si bagnano i peli pubici di benzina e poco prima di saltare dal balcone si da fuoco alla "miccia". Una volta centrata la piscina o la fontanta di turno ci si dirige in tutta fretta al funerale più vicino e il gioco è fatto: il linciaggio è garantito.
Un freeclowner spintosi troppo oltre
Questa disciplina pare a noi molto pericolosa, ma non la pensano così i barnizwisti: " Non ho mai visto nessuno rimanerci secco, l'importante è fare salti responsabili e parasi bene dai colpi degli astanti al funerale. Poi vai a cercare, c'è gente che esagera, o non si prepara adeguatamente. Ho visto un ragazzo che si era dimenticato di controllare la presenza della piscina, cioè...  si è gettato dal terrazzo che dava sul parcheggio invece che da quello della corte interna.Voglio dire, che fai? Ti metti la vodka prima di scegliere il posto di lancio? C'è gente di fuori."
Uscirne non è comunque impossibile. Esistono diverse strade, dai numeri verdi ai centri di recupero messi a disposizione dal già citato Balconisti Anonimi, dal centro Pube Rigoglioso e dal Destroying Barnitzwa institute.
Le istituzioni hanno cercato varie soluzioni al problema, dall'eliminazione di balconi e piscine, alla celebre campagnia di sensibilizzazione "Io dico no al barnizwa!". Ma il problema persiterà certamente a lungo, come dimostra il caso di Firenze che, pur non esitendo nè balconi nè piscine, ha visto tragicamente svilupparsi il  drywindowing, il celeberrimo "lancio a secco".

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