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martedì 31 maggio 2011

Arthur Silice e il suo nuovo libro: momenti di grande riflessione, ma anche di rifrazione. E' solo diffrazione assicura lui davanti ai giornalisti


E' l'ultima fatica di Arthur Silice e si intitola"Autobiografia di un sasso". Un commuovente romanzo iperrealista ad inquadratura unica, 984 pagine di descrizioni, pensieri "fatti proprio con la voce dei sassi" come racconta lui stesso sin da subito, appena ha inizio la conferenza stampa. "I sassi parlano, ci raccontano molte storie, essi amano, abbracciano, sentono, mangiano, e possono svelare molti segreti sul mondo". 
Un romanzo lapidario, marmoreo, ma anche levigato e allo stesso tempo spigoloso, con un linguaggio muto, come quello dei sassi del resto. Un visione dura, ma commovente, come la scena della pioggia in cui la pioggia cade sul sasso, ma poi scivola sulla terra, ed evapora dopo qualche giorno: questo scopriamo, segreti nascosti, cose che non immagineremmo mai. Ancora una volta Arthur Silice ci stupisce e ci commuove, è questa la grande letteratura che vorremmo non mancasse mai. 
In libreria dal 15 giugno.


Dello stesso autore "Balla coi tubi", "l'avvocato del tavolo" e "La solitudine dei tuberi primi"

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