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venerdì 29 ottobre 2010

HOMO SESSUALIS INVERTITOS di Jack lo Scribacchino



Questa poi non la sapevo. Ero come tutti a conoscenza di questa terribile piaga che come una peste si diffonde da cittadino a cittadino come polline nell’aria, rendendo i poveri ragazzi colpiti dei perversi malati, facilmente riconoscibili nella folla a causa di quell’ostentato ancheggiare, delle mani monche e degli strani attillati abiti che nessuna persona normale in età da moglie o anche solo da erezione si sognerebbe mai di indossare.

Ma non sapevo che essi formassero un’etnia, avessero una cittadinanza, facessero parte, in una parola tanto amata dagli intellettuali puri come noi, di una razza.
Avevo letto da qualche parte di quella vecchia faccenda di Sodoma liquidata per un problema di pagamenti con il fornitore di esistenza dall’alto. Ma pensavo che fosse una faccenda superata da millenni grazie  a quel simpatico e preciso sterminio, visto che era stato effettuato da un vero esperto nel settore delle punizioni generalizzate alle proprie creature.
Invece questo tipo qui afferma che nel suo rispettabile capoluogo si aggirano tuttora orde di perversi che imperversano liberi a contatto con l’altrettanto rispettabile cittadinanza, con il rischio di scatenare una tremenda epidemia.
Non ho modo di dubitare delle sue parole, questo è stato eletto sindaco per due diversi mandati e io non sono mai riuscito neanche a farmi eleggere rappresentante di istituto a causa del boicottaggio della lobby delle fiche, che preferirono dare il prezioso voto con le loro candide e virginali manine a qualcuno meno aspermatico di me. E quindi come posso dubitare delle paure e delle certezze di questo gioviale vecchietto ancora arrapato di giustizia, come noi, assetato di tolleranza 00, più pura della farina, che dall’alto della sua posizione regala alla sua sottoposta amministratrice della difesa cittadina uno degli ordini più giusti, precisi, onorevoli a cui potesse aspirare dal giorno in cui trionfò al concorso comunale, esponendo in nove facili istruzioni come sezionare un clandestino beccato a vendere braccialetti di similcorda a un rispettabile passante impegnato nelle sue rispettabili funzioni di passante.
Quindi ho deciso di fare delle ricerche e, sapendo come tutti voi amiate più di ogni altra cosa la verità sommaria, ho deciso di darvela purissima, seminuda e cruda, ho scassinato la cassa comune della nostra beneamata redazione, ho preso i ventisettecentesimi che vi erano dentro, ci ho comprato una calza da donna a una bancarella dell’usato e sono andato alla banca più vicina e l’ho rapinata con il solo uso delle minacce verbali, armato dalla sacra autoconvinzione di farcela che ha piegato la debole resistenza del cassiere, genuflesso all’altare delle mie convinzioni.
Quindi ho preso il primo volo, tremando dalla fobia che il nero accanto a me lo dirottasse per portarci a schiantare contro qualcosa, e sono giunto nientedimeno che a Paperopoli.
Lì ho raggiunto immediatamente l’università e sono andato a intervistare il professor Pico De Paperis, che fra le sue 95 lauree e 197 specializzazioni comprende anche il titolo in ambiguistica generale.
Ecco il contenuto del sensazionale incontro.
ME: Professore, sapevamo tutti che gli omosessuali sono maniaci pervertiti malati al punto tale da ostentare la loro tremenda condizione in pubblico, arrivando a ricorrere a terribili espedienti quali tenersi per mano in strada o sculettando fra la folla, ma non eravamo ancora stati informati che rappresentassero una vera e propria etnia, può dirci precisamente da dove vengono e i motivi di questa tremenda diaspora?
PPdP (pare la sigla di un partito indipendentista armeno, ma alla Disney sono perversi quasi quanto i culattoni ndr) : Innanzitutto grazie di darmi l’opportunità di mettere a disposizione del vostro bel giornale le mie conoscenze superiori in materia. In molti non sono a conoscenza che la strage di Sodoma fu incompleta; pare infatti che oltre a quel Lot, dallo sterminio si fossero salvati una decina di esemplari che rimasero tutto il tempo dentro un cespuglio impegnati, emh, come dire, in un grazioso trenino.
Quando si resero conto dell’accaduto si spostarono a ovest dove, dichiarandosi perseguitati politici, si unirono a una comunità locale di contadini, prendendo rapidamente il sopravvento sulle loro barbare usanze e creando in meno di quarant’anni la città di Culodoma. La città fioriva intorno al commercio di accessori, richiamando artigiani e mercanti di stoffe, perline e paillettes da ogni angolo dell’Asia minore e perfino dal misterioso paese della seta.
Gli abitanti maschili si rincorrevano urlando fra loro dall’alba al tramonto, settimanalmente veniva estratto a sorte nella pubblica piazza il nome della vittima che si sarebbe dovuta sacrificare per inseminare le donne e permettere alla specie di proseguire.
In breve, però, la città diventò invivibile a causa del vociare in ogni strada degli abitanti e dall’impossibilità di svolgere ogni tipo di lavoro pratico, a causa di una mano monca che ogni abitante che si rispettasse soleva tenere.
Da lì partì una nuova diaspora. Stavolta si sparsero casualmente a gruppi di nove, invadendo come gas nervino tutta la zona circostante, appestando villaggi e città, mari e terre fino ad arrivare, ai giorni nostri, dopo innumerevoli pellegrinaggi e disavventure, come già sapevo, nella provincia trevigiana.
Me: Cosa suggerisce di fare davanti a questa catastrofe?
PPdP: Questo è un problema che si va portando per i secoli. C’è chi preferisce monitorizzare il problema, chi ignorarlo, chi creare ghetti con abitazioni, parchi, bar, biblioteche, banche, assicurazioni, chiese, panchine, pullman, ospedali, mercati per questo tipo di gente, chi opta per una semplice pulizia etnica. Se quella è la scelta del sindaco gli consiglio di prendere esempio dal presidente iraniano o dallo stesso Padreterno, due che hanno dimostrato di saperci fare.
Per fortuna a Paperopoli non abbiamo di questi problemi anche se non metterei la mano sul fuoco per Paperoga, sinceramente.
Me: Professore, cos’altro posso dirle? Grazie a nome mio, della redazione e dei lettori di tutto il mondo.
PPdP: Grazie a voi e spero di essere stato chiaro. Penso che verrò presto a visitare la vostra città, sono specializzato anche in transennologia verticale e proibizionismo generale, in più sono molto curioso di vedere quella strana cupola che pare un capezzolo, mi ha detto Gastone che c’è stato in viaggio premio che è meravigliosa. E magari, se vorrà un consiglio, andrò anche a trovare Gentilini.

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