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giovedì 14 ottobre 2010

Cile: minatori, a che punto sono i lavori? di Pierpaolo Fagiolini

Impiegato del catasto di Sestri Levante dopo una giornata passata impunemente  chiuso in ufficio (notare occhiali da sole e tintarella ndr)

Brunetta: c'è il rischio che rappresenti un precedente di ispirazione per i nostri impiegati statali

La nostra inchiesta sui fannulloni cileni


Un'occasione unica buttata alle ortiche. 70 giorni dentro la miniera, 70 giorni che qualcuno vorrebbe far passare per straordinari, 70 giorni in cui tutti restano col fiato sospeso, ma nessuno osa chiedersi: cosa hanno fatto tutto questo tempo quella maniata di lavativi? Non avevano la scusa che gli mancavano gli strumenti per lavorare proficuamente, non avevano neanche un bar nelle vicinanze per fare colazione, eppure qualcuno è pronto a testimoniare le scappatelle lontano dal posto di lavoro. Non avevano donne o riviste pornografiche, ma solo picconi e cappelli, e allora perché non li hanno usati? Abbiamo ragione di pensare che questa esultanza sia dovuta non alla liberazione ma alla vacanza retribuita profumatamente come fosse un incidente sul lavoro, quando in realtà nessuno si è fatto un graffio. Buio per lunghi sonnellini, serate tra uomini con battute sconce e maschiliste e rutto libero. Certo, nessuna frittatona di cipolle, ma chi ci assicura che non fosse possibile vedere la partita? E' inutile chiedere una volta usciti, con fare da candida pecorella "che ha fatto il Cile?". Scommettiamo che per i prossimi mondiali si moltiplicheranno esponenzialmente il numero degli incidenti in miniera? Avrebbero potuto picconare fino al nucleo della terra, perché casa mia ora non è piena di materie prime?
Noi diciamo basta; siamo stanchi di questi lavativi patentati. Siamo stanchi di scuse assurde e banali per incrociare le braccia. Dagli uffici di stato civile dei nostri beneamati comuni alle viscere della terra è ora di mettere controlli e telecamere dappertutto. E' ora di far rispettare le regole e demolire questo reiterato assenteismo, è ora di ribellarsi a questa gente che pur di rubare un'ora di stipendio si provocherebbe un'ulcera con un trapano. 
Per questo proponiamo, per ergere un monumento di ammonimento a questa ingiustificabile sconcezza, che i citati lavoratori, avendo goduto di 70 (e,dico, settanta) giorni di libera uscita e tranquillo relax lontani da mogli apprensive e figli con il moccolo al naso, cosa che mai avrebbero potuto ottenere normalmente, siano puniti con la sospensione cautelativa di ogni giorno di ferie o libertà compresi feste nazionali e mondiali, fino al 23 dicembre 2012 giorno in cui, secondo accreditatissime voci che circolano fra i vicoli e le piazze delle nostre meravigliose città deturpate dai punkabbestia e dai giovani in generale, finirà finalmente il mondo.

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